L’emozione di partire come top runner l’ho vissuta domenica scorsa, 20 gennaio 2008 per l’esattezza. I miei tempi di corsa sono quelli che sono ma quelli della Corsa di Miguel hanno avuto un’idea carina.
I primi 250 dell’anno scorso davanti a tutti gli altri 4000 con tanto di ingressi separati.
Io l’anno scorso ho fatto 46esimo assoluto e quindi stamattina ero lì davanti con il pettorale 46.
È una bella sensazione e anche una grande comodità: niente resse ne spintoni; ti prepari con calma, non devi essere sulla linea di partenza già 10 minuti prima, puoi fare comodamente gli ultimi allunghi e poi… poi ti senti un po’ strano perché hai addosso gli sguardi degli altri amatori che ti osservano da dietro le transenne. Ti viene quasi da dirgli “Guardate che anch’io sono uno di voi, sono qui davanti per sbaglio”
Mentre penso ciò, mi giro dietro di me e chi mi vedo affianco: Zibì Boniek con il pettorale numero 7. Per rispetto lo faccio passare avanti, lui rimane abbastanza inflessibile ma comunque si porta oltre. Non lo rivedrò più (scorrendo le classifiche vedo che è arrivato 1682esimo in 50’24’’).
L’unico appunto negativo l’annunciato accompagnamento musicale durante il percorso: a parte due sparuti suonatori non ho visto e sentito un granché.
Poi tra il settimo e ottavo chilometri prima di arrivare all’angolo con Ponte Milvio vede stagliarsi in cielo la sagoma di un jimmy jib (braccio remotato motorizzato usato soprattutto per le riprese di eventi live come concerti e sport) e allora penso tra me e me “Quest’anno fanno le cose in grande qui alla corsa di Miguel”. Poi però passandoci avanti vedo una struttura sferica trasparente e allora mi ricordo di aver visto qualcosa sul telegiornale e quindi quel jimmy non è per noi ma per il Grande Fratello di quest’anno!
La gara continua, ormai mancano solo due chilometri all’arrivo quando davanti a me vedo un bel sedere: sarà la prima donna? Forse complice questa visuale piacevole non riesco a superarla, ma devo dire che andava proprio bene con una leggerezza e un’estrema fluidità nella corsa. Scoprirò poi che si tratta di Adelina De Soccio in forza alle Fiamme Gialle che vince la gara femminile con il tempo di 36’21’’.
Io arrivo in 36’29’’ 75esimo assoluto e 15esimo di categoria, niente a che vedere con il 35’23’’ dell’anno scorso, ma erano altri tempi ed ero molto più allenato...
All’anno prossimo! mercoledì 23 gennaio 2008
LA CORSA DI MIGUEL 2008 (dai top runner a Zibì Boniek, passando per il Grande Fratello ed Adelina De Soccio
L’emozione di partire come top runner l’ho vissuta domenica scorsa, 20 gennaio 2008 per l’esattezza. I miei tempi di corsa sono quelli che sono ma quelli della Corsa di Miguel hanno avuto un’idea carina.
I primi 250 dell’anno scorso davanti a tutti gli altri 4000 con tanto di ingressi separati.
Io l’anno scorso ho fatto 46esimo assoluto e quindi stamattina ero lì davanti con il pettorale 46.
È una bella sensazione e anche una grande comodità: niente resse ne spintoni; ti prepari con calma, non devi essere sulla linea di partenza già 10 minuti prima, puoi fare comodamente gli ultimi allunghi e poi… poi ti senti un po’ strano perché hai addosso gli sguardi degli altri amatori che ti osservano da dietro le transenne. Ti viene quasi da dirgli “Guardate che anch’io sono uno di voi, sono qui davanti per sbaglio”
Mentre penso ciò, mi giro dietro di me e chi mi vedo affianco: Zibì Boniek con il pettorale numero 7. Per rispetto lo faccio passare avanti, lui rimane abbastanza inflessibile ma comunque si porta oltre. Non lo rivedrò più (scorrendo le classifiche vedo che è arrivato 1682esimo in 50’24’’).
L’unico appunto negativo l’annunciato accompagnamento musicale durante il percorso: a parte due sparuti suonatori non ho visto e sentito un granché.
Poi tra il settimo e ottavo chilometri prima di arrivare all’angolo con Ponte Milvio vede stagliarsi in cielo la sagoma di un jimmy jib (braccio remotato motorizzato usato soprattutto per le riprese di eventi live come concerti e sport) e allora penso tra me e me “Quest’anno fanno le cose in grande qui alla corsa di Miguel”. Poi però passandoci avanti vedo una struttura sferica trasparente e allora mi ricordo di aver visto qualcosa sul telegiornale e quindi quel jimmy non è per noi ma per il Grande Fratello di quest’anno!
La gara continua, ormai mancano solo due chilometri all’arrivo quando davanti a me vedo un bel sedere: sarà la prima donna? Forse complice questa visuale piacevole non riesco a superarla, ma devo dire che andava proprio bene con una leggerezza e un’estrema fluidità nella corsa. Scoprirò poi che si tratta di Adelina De Soccio in forza alle Fiamme Gialle che vince la gara femminile con il tempo di 36’21’’.
Io arrivo in 36’29’’ 75esimo assoluto e 15esimo di categoria, niente a che vedere con il 35’23’’ dell’anno scorso, ma erano altri tempi ed ero molto più allenato...
All’anno prossimo!
Etichette:
Adelina De Soccio,
La corsa di Miguel,
Zibì Boniek
martedì 15 gennaio 2008
CAMPIONATO REGIONALE DI CORSA CAMPESTRE
Carmine Campitelli durante un passaggio della gara
Domenica 13 gennaio si sono svolti al Parco D’avalos di Pescara i Campionati Regionale Assoluti di Corsa Campestre.
La gara clou, quella degli assoluti, è stata particolarmente avvincente, con una vittoria in volata di Andrea Santurbano su Alessandro Brattoli e Michele Del Giudice.
Non potendo partecipare per ragioni di categoria ho fatto prima un lento di 16km sulla riviera (e ho rivisto il bel lungomare di Francavilla) e poi con una Canon di mio padre ho scattato qualche foto.
Non essendo proprio il mio mestiere (anche se ha delle nette similitudini) ho sofferto un po’ per la mancanza di una macchina reflex, per la velocità di messa a fuoco e scatto, e per la mancanza di un ottica più grandangolare. Comunque sono sufficientemente soddisfatto e le ho quindi pubblicate sul
sito del portale dedicato alla corsa PODISTI.NETIl link per vederle e scaricarle è
http://www.podisti.it/foto/102007/thumbnails.php?album=302
Oppure le trovate anche sul mio album personale (dove ce n’è qualcuna in più)
http://picasaweb.google.it/micheledattanasio/CAMPIONATIREGIONALICORSACAMPESTRE2008
Alla prossima!!!
lunedì 7 gennaio 2008
I VECCHI MERLI DI CASTELDEBOLE
Eccoli...
Dopo mesi di silenzio sono tornato qui sul blog e quale modo migliore per salutarsi se non con il filmato dei Vecchi Merli di Casteldebole?
E allora eccoli qui...
Buon anno e a presto
martedì 4 settembre 2007
I nostri percorsi su Google Earth
il mio percorso d'allenamento sul Conero, esattamente nella Baia di Portonovo (AN)
Ormai è da tempo che posseggo un Forerunner205, orologio con GPS integrato. Nelle trasferte in giro per l'Italia non ho più problemi a sapere quanti chilometri e a quale velocità sto correndo.
Ho scoperto solo da poco (in realtà ho poi visto che in rete è una cosa risaputa da tempo) la possibilità di interfacciare il mio Gps con le funzione di Google Earth e ricreare percorsi come quello della foto di qui sopra.
Per chi ancora non conoscesse questa funzione vi racconto come ho fatto, senza installare la funzione Plus di Google Earth (che è a pagamento).
1- Sono andato sul sito http://www.gpstm.com/ e ho scaricato la versione gratuita del programma GPS TrackMaker® Free
2- Dopo averlo installato e dopo aver collegato via usb il mio Forerunner 205 ho aperto il programma
3- Selezionando in alto a destra GPS e poi Garmin Interface (si può fare più velocemente con F8) il programma si connette con il GPS.
4- Selezionando REQUEST FROM GPS e poi ALL tutti i nostri percorsi verranno caricati nel programma
5- Poi bisognerà salvarli come Google Earth File (*.kml)
6- Aprendo il programma Google Earth basterà fare Apri e selezionare il file che abbiamo creato con il Gps TrackMaker
7- Nella cartella Luoghi comparirà il file Gps TrackMaker, cliccandoci sopra compariranno tutti i nostri percorsi (tracklogs) che potremo vedere e salvare come immagini jpeg!
Spero di essere stato utile, buon allenamento a tutti (anche a quelli senza GPS)!
Etichette:
Baia di Portonovo,
Google Earth,
gps,
Gps TrackMaker
mercoledì 22 agosto 2007
Alessandro Di Cintio il vero amatore (nascosto tra i file dell'hard disk recuperato)
Recuperare i dati dal proprio hard disk distrutto costa parecchio. A me è costato 696 euro ed è stata l’offerta migliore che ho trovato in giro (sul sito http://www.storageservice.it/ ).
Tra i vari file che ho recuperato ci sono le foto dei campionati italiani di mezza maratona nel 2006 a Rubiera. Non dico che ho speso 696 euro esclusivamente per questa cartella ma in cuor mio, quando l’hard disk è andato in fumo, tra i miei primi pensieri ci sono stati appunto i files di Rubiera.
Come mai?
A Rubiera ha corso Alessandro Di Cintio (che ora corre con i colori della mia società: la Runners Adriatico di Giulianova ) al quale, a fine gara, ho fatto alcune foto. Chi è Alessandro? Alessandro è uno che si alza tra le 3 e le 4 di mattina per andare a lavorare e il pomeriggio si allena.
A Rubiera Alessandro non aveva nessuna speranza per il titolo e mai l’avrà. Eppure eri lì alla partenza. Ed è partito, ha corso, ed è arrivato (con un invidiabile 73’ e spicci) e poi è tornato. Tornato non in albergo, ma direttamente nella sua Pescara, subito dopo, senza neanche attendere la premiazione.
I ccd della mia fotocamera digitale lo hanno catturato proprio in quell’istante, nella foto qui sopra.
Il sole al tramonto lo riscalda per gli ultimi istanti, il suo piccolo trolley è tutto ciò che ha, e alle spalle si lascia il traguardo. Una piccola bottiglietta d’acqua, alla quale si è prima dissetato dopo la fatica, luccica in una Rubiera ormai deserta. Due signore in lontananza, con delle bianche buste della spesa, vanno a preparare la cena e sono ignare dei chilometri che Alessandro dovrà ancora fare. Aspetta ora un soporifero autobus provinciale che lo porterà nella piccola stazione di Reggio. E da lì a Bologna, poi si cambia e il notturno fino a Pescara. Appena sceso dall’ultimo treno lo aspetta nuovamente il lavoro.Ecco perché per me Alessandro Di Cintio rappresenta il vero amatore…
giovedì 16 agosto 2007
Un lento ferragosto romano
Forse non è da tutti passare il Ferragosto a Roma. Io addirittura ci ho portato parte della mia famiglia (mio padre e mio fratello, la mamma è rimasta nelle montagne in Trentino). Dopo aver percorso molte centinaia di chilometri nel ricercare e impressionare emozioni, ho preferito per un giorno di stare fermo.
Siamo partiti con le bici da casa mia e abbiamo percorso il lungotevere.
Non sembrava un giorno qualsiasi: tutto sembrava scorrere lento, anche il fiume. Ma la lentezza non sembrava noiosa ma piacevole, armonica. Bello questo lento ferragosto romano…
Etichette:
Google Earth,
gps,
Lungotevere
venerdì 3 agosto 2007
Muti, il piffero e la riabilitazione
Non mi è mai capitato di parlare in modo diretto di avvenimenti che accadono sul mio lavoro, o peggio di notizie in stile gossip.
Questa volta farò un’eccezione. Poco tempo fa ho avuto modo di lavorare con il Maestro Riccardo Muti. Eravamo tutti in soggezione per il suo arrivo: da molti viene descritto come un personaggio duro e burbero. Devo dire che con noi non è andata così: è stato molto disponibile e collaborativo.
Ma non è per questo che ho scritto il post. Finito il lavoro il Maestro Muti si è ulteriormente trattenuto con noi e ha iniziato a parlare di musica, soprattutto di cultura musicale. Qui parlando del rapporto tra musica e scuola ecco la frase che mi ha folgorato “basta con questo piffero a scuola, basta con questi poveri bambini con ‘sti pifferi: proponiamogli l’amore per la musica, per l’ascolto…” (per una correttezza d’informazione queste non sono le testuali parole del Maestro ma una mia interpretazione a distanza di qualche giorno).
La folgorazione c’è stata perché mi sono rivisto bambino quando odiavo quel maledetto piffero. Facevo già fatica a fare “barilla”, come esame di terza media portai con grande fatica “eurovisione”. Ed ora cosa accade davanti a me: uno dei più grandi Maestri d’Orchestra al mondo che denigra uno dei principali strumenti di educazione musicale italiana. Per me è stata una grande riabilitazione: se Riccardo Muti ha detto che il piffero è una grande bufala allora il mio odio infantile verso quello strumento non era un fatto di negligenza; forse di lungimiranza? Forse erano i miei compagni in torto che si sporcavano le mani suonando quello strumento?
Oggi, a distanza di vent’anni da allora, finisco il lavoro, torno a casa felice e un po’ incazzato per non essere ancora lì sui banchi e poter dire: voi non sapete cosa mi ha detto Muti…
Etichette:
Riccardo Muti
domenica 29 luglio 2007
Siamo in molti a correre
In questi due mesi fermo dalle corse ho notato che sono in molti a correre.
Sul lungomare napoletano, ad esempio, mentre ci fermavano i carabinieri di guardia all’ambasciata americana per un nostro improvvisato cameracar, osservavo uomini e donne correre sotto un sole a picco, facendosi slalom tra la folla.
Ma anche sotto casa mia a Roma, nelle sveglie tra il giorno e la notte per cogliere l’alba, c’è sempre qualcuno che passa sgambettando in abbigliamento tecnico. A volte mi capita osservarli nel trasferimento in macchina tra una location e l’altra o nei frequenti sopralluoghi che faccio in tutta Italia. Li vedo scorrere attraverso il mio finestrino e a volte sembra un'apparizione. Non dico nulla a chi mi sta a fianco ma osservo in silenzio, come sul lungomare di Bari, nei parchi di Bologna e Milano, nei paesaggi selvaggi del Salento o della Calabria.
Io sempre con un esposimetro o una macchina da presa, nella bolgia emozionante e frenetica del set, noto questi miei “colleghi” nel gesto semplice della corsa. Un po’ mi viene da invidiarli e un po’, quasi sempre, mi viene da pensare “ se potessi corrergli a fianco, li lascerei subito dietro”. Ma mentre penso a ciò sono già lontani.
domenica 22 luglio 2007
Ho addirittura sognato di correre
Ho addirittura sognato di correre. Non mi era mai successo. Non ho corso per due mesi ed è accaduto. In questi due mesi ho fatto bellissime cose; spesso di chi fa la mia professione si dice “è lui che crea la magia”. Ebbene in questi due mesi forse anch’io un po’ ne ho creata.
Ma riaprire l’armadio e prendere maglietta e pantaloncini abbandonati lì da tempo è stato per me un riprendere una storia tenuta in sospensione. Come quando al cambio stagione si riprendono nel cellophane abiti che avevi quasi scordato. Ma poi velocemente ti ricordi i momenti che hai vissuto con loro addosso…
Sono sceso nuovamente sul lungotevere. Le roulotte e i loro abitanti sono ancora lì, così come i vagabondi, pittori, musicisti e fotografi. Ci sono sempre anche i runners. Di nuovo ci sono i bar aperti per l’estate. Chi li frequenta probabilmente non conosce cosa accade lì il resto dell’anno.E non sa cosa si perde. Bere la sera in questi locali mi fa sembrare come un vecchio generale in pensione che brinda sui quelli che furono duri campi di battaglia. Mentre cammino cercando di conquistare la giovane fanciulla che è al mio fianco, non posso fare a meno di pensare a quando calpestavo lo stesso terreno con un paio di Nike e un gps che mi dava il tempo. Ecco lì c’era il terzo km che diventava il 9 il 12 o anche il 18 al ritorno. Ora sono profumato e con una camicia di lino che mi fa stare fresco. Allora umidità e sudore, e a volte la voglia di fermarsi per la fatica. Ma cosa ne può saper questa? Forse potrei provare a spiegarlo, ma forse è meglio non parlare più.
Etichette:
gps,
Lungotevere,
nike
domenica 6 maggio 2007
Nike o Reebok? Introspezione o Convivialità?
Dopo aver avuto la segnalazione, da un lettore del blog, della fusione Nike Reebok, son tornato sul sito http://www.goruneasy.com/ (il sito dedicato al podismo della Reebok) e ho scaricato anche gli spot che passa in tv la Reebok. La scorsa settimana avevo recensito lo spot Nike ed ora non posso che non metterli qui uno sotto l'altro per farveli giudicare contemporaneamente
SPOT REEBOK
'
SPOT NIKE
Io personalmente ho apprezzato più quello Nike. Entrambi sono girati molto bene, ma quello Nike mi sembra più epico, mi ricorda di più i miei allenamenti dentro la città. Dentro una città ancora sonnecchiante, o dentro una città che sta vivendo la notte. Le prime luci dell'alba o i toni verdastri di insegne notturne... La bella solitudine di un uomo solo che si guarda intorno.
Quello Reebok è più edulcorato, le immagini sono un po' più soft. Il corridore non è mai solo ma parla piacevolmente con un amico, i colori del giorno e della notte ci sono tutti ma si osservano di meno.
E voi come vi sentite? Più Reebok o più Nike?
Iscriviti a:
Post (Atom)




